Punti che esaltano superfici, volumi e movimento, creando effetti visivi e cromatici: ecco le tre novità del nostro Archivio
Ogni nuovo progetto nasce da un esercizio di ricerca e di ascolto della materia. L’ultima edizione di Pitti Filati ha offerto al Maglificio Pini l’occasione per intercettare le nuove tendenze, scoprire in anteprima i nuovi filati e interrogarsi su come trasformarle in nuove proposte.
Il risultato? L’ingresso di tre nuovi punti maglia nell’Archivio, tre interpretazioni di una maglieria sempre più strutturata, tattile, tridimensionale.
Punto punzonato con vanisè floreale
Il primo è un punto punzonato con un motivo floreale in vanisè, e la ricerca si concentra sulla superficie. La base, lavorata su finezza 14, accoglie fili in trama destinati alla finezza 5: l’incontro tra titoli differenti genera un rilievo marcato, capace di costruire un effetto floreale tridimensionale su fondo rasato.
Due viscose, verde e bianco naturale, lavorano in vanisè e creano una profondità cromatica. Alcuni petali sono definiti in base rasata, mentre l’interno del fiore è costruito con due fili diversi per titolo e colore: la superficie si anima senza perdere equilibrio.
La lavorazione traforata introduce un richiamo al pizzo, alleggerendo la struttura. Sul davanti e sul dietro, inserti in rasato generano un “effetto “cucitura, come se il capo fosse composto da più parti. In realtà la costruzione resta classica, con un davanti, un dietro, due maniche, e l’effetto è ottenuto interamente in smacchinatura. Un esempio di come l’illusione sartoriale possa nascere direttamente dal punto.
Punto pelliccia con frange
Il secondo esplora il volume. Il punto pelliccia è ottenuto tramite frange chiuse, non tagliate: il filo viene trattenuto nella parte superiore, lasciato libero per alcuni centimetri, quindi ripreso e fissato, creando un effetto cappio che compone frange dalla lunghezza uniforme su tutta la superficie del capo.
La colorazione degradé, apparentemente stampata, è realizzata esclusivamente in smacchinatura. Con due soli colori, il verde acido e il verde oliva, si generano cinque sfumature diverse, modulando il numero di fili utilizzati. La base in rasato rovescio accoglie le frange, che si interrompono in corrispondenza della gonna, lasciando emergere la struttura sottostante.
È un punto che richiede tempi di lavorazione importanti: circa tre o quattro ore per davanti e dietro, oltre un’ora per ciascuna manica. Un dato tecnico che racconta la complessità dell’effetto finale e il valore della lavorazione.
Punto vanisè con effetto ramificato
Infine, il terzo punto si concentra sul movimento. Il protagonista è un abito lungo smanicato in vanisè, dove la tridimensionalità si sviluppa in modo organico. L’effetto ramificato segue la linea del capo e nasce dall’alternanza di dritto e rovescio, che costruiscono un andamento dinamico lungo la superficie.
Anche qui i colori sono bianco naturale e verde, ma il punto non si limita al contrasto cromatico. In corrispondenza del dritto, dove lavora il bianco, compaiono alette in sospensione realizzate in smacchinatura con punto interlock 1×1. Il rilievo si somma alla struttura, generando un capo che reagisce al corpo e alla luce.
Ogni dettaglio è calibrato per valorizzare la fluidità dell’abito e insieme la sua architettura, messa in risalto non appena indossato.
Questi tre nuovi punti entrano a far parte dell’Archivio del Maglificio Pini, consultabile online e su appuntamento. L’Archivio è memoria, ispirazione e strumento di lavoro: uno spazio in cui ricerca tecnica e visione creativa si stratificano nel tempo.
Per i buyer e gli uffici stile, l’Archivio rappresenta inoltre un punto di partenza concreto. Ogni punto conservato al suo interno può essere interpretato e adattato in funzione di nuove collezioni, affinché la ricerca non si esaurisca nell’esercizio formale, bensì diventi una base progettuale.
Un laboratorio di ricerca in continua evoluzione, che racconta quanto la maglieria rappresenti un mondo dalle possibilità infinite.

